Cammino, cammino, cammino come una matta, in giro con Nebbia e per fare le mille cose della giornata, ho detto quasi addio alla macchina. Una scelta salutistica ed ecologica della quale vado molto fiera e che mi fa stare davvero bene con il mio fisico e con la scelta etica del mio modo di vivere. Diminuire l'impatto della mia presenza su questa Terra, per quanto possibile, mi aiuta a riconciliarmi con la Natura e diminuisce il mio senso di colpa per il semplice fatto di far parte della razza umana. Si lo so, tendo a far drammi per ogni cosa e sembro ingigantire ed esagerare ogni azione che vada contro i miei principi morali ma penso che veramente vivere in modo più ecologico e più consapevole sia possibile. Nelle piccole azioni, nei gesti quotidiani ai quali ormai ci siamo abituati e che fanno parte del nostro comportamento, possiamo fare la differenza. Sarebbe bello smuovere le masse, cambiare il pensiero generale e con azioni enormi dare una sferzata a questo sistema che sta andando a rotoli, ma siccome la vedo dura - anche se in realtà la somma delle piccole azioni di ognuno potrebbe ribaltare il mondo, se lo volessimo - mi impegno in piccoli gesti che possano contribuire, se propagati come un'onda, a cambiare veramente le cose. Non sopporto la frase rituale "ma tanto che possiamo fare?". Possiamo fare tantissimo invece anzichè aprire solamente la bocca per dire che le cose non vanno. Innanzitutto parlare, condividere idee e portare avanti un'etica sociale fatta di gesti di riappropriazione della propria consapevolezza, trasmettere valori di rispetto a chi magari li avrebbe ma li ha sommersi sotto la polvere che il sistema tende a gettarci addosso per insabbiare anche quel minimo di umanità e di spirito di reazione che ci è rimasto dentro. E poi riciclare, usare la bicicletta o le proprie gambe anzichè l'auto quando è possibile, comprare prodotti a Km zero, spegnere la televisione e riscoprire il gusto di una conversazione, usare prodotti ecologici come i detersivi, la carta riciclata e mille altre piccole grandi azioni che non richiedono alcuno sforzo ma solo una presa di coscienza.
Via di mezzo credo sia la parola chiave. Sarebbe sciocco e anacronistico tornare alla vita di cento anni fa, la tecnologia e il progresso, innegabilmente, hanno migliorato la vita di tutti noi, basti pensare alla medicina, alla scienza, alle macchine che ci aiutano ad alleviare la fatica ( lavatrice, lavastoviglie, acqua calda sempre disponibile, frigorifero, internet... ), ma come sempre all'uomo sfugge tutto di mano, anche le cose buone... Vivere in un modo più rispettoso per tutti si può ed è bello oltre che giusto. Dobbiamo sempre ricordarci che non ci siamo solo noi ma che siamo solo una piccola cellula del magnifico mosaico che compone la vita sulla Terra e quindi è un nostro dovere far sì che la Macchina intera che ogni giorno respira dia il meglio di sè. Non credo che tutto questo sia solamente un'utopia di una mente sognatrice come la mia ma sono veramente sicura che insieme si può.
Questa è la ricetta del cheesecake della mia mamma, credo in assoluto il dolce che preferisco. Ricetta tramandata oralmente da tempo immemore e trascritta nel suo quaderno di ricette, se qualcuno la riconosce e ne rivendica la paternità sarò ben felice di citarne le fonti. Per rivestire la teglia di carta forno in modo da non avere piegature ed assicurare una perfetta inaderenza consiglio questo tutorial.
INGREDIENTI:
- 20 biscotti tipo Marie
- 80 g di burro
Tritare finemente i biscotti e amalgamarli bene al burro ammorbidito a temperatura ambiente; compattare l'impasto ottenuto sul fondo di una teglia rotonda di 22 cm apribile ricoperta di carta forno ( si può anche imburrare e infarinare la tortiera ma io consiglio l'utilizzo della carta da forno ). Riporre in frigo.
- 240 g di Philadelphia
- 2 uova
- 100 g di zucchero
Montare le uova con lo zucchero, quando il composto sarà bianco e spumoso aggiungere la Philadelphia, mescolare bene e versare l'impasto sul fondo di biscotti; infornare immediatamente in forno già caldo a 200° C per 20 minuti.
- 200 g di panna da cucina
- 2 vasetti di yogurt bianco intero
- 2 cucchiai di zucchero
Mentre la prima parte della preparazione sta cuocendo in forno preparare il terzo strato del dolce, mescolando la panna da cucina allo yogurt e ai due cucchiai di zucchero fino ad ottenere un composto liscio; trascorsi i 20 minuti di cottura tirare fuori dal forno la teglia, versare il composto di panna e yogurt sopra la torta già cotta e infornare immediatamente a temperatura massima per circa 3 minuti o il tempo necessario affinchè la parte superiore del dolce inizi a fare le bolle. Tirare fuori dal forno, lasciar freddare e poi riporre in frigo per almeno tre ore prima di servire. Decorare a piacere con frutta fresca, cioccolato o marmellata.
E questo buio che sollievo
Ci dona un altro Medioevo
Io levo dall'oscurità
Tutta la nostra civiltà
Velocità di macchine a motore
Follia di folla e di rumore
E metto ritmi più lontani
Di bestie, legni, suoni umani
Odore d'olio e di candele
Fruscio di canapi e di vele
Il miele, il latte, i pani e il vino vero
("Blackout", F.Guccini )
( non sono riuscita a caricare il video da Youtube ma la canzone si trova ed è veramente molto bella )
